La meringa secondo il Monun
La meringa secondo il Monun
Nata dolce in Svizzera, esiste anche salata

Si chiama spumiglia o meringa ed è la gioia dei golosi. Il primo a prepararne una fu un pasticcere svizzero, residente a Meiringen, la località che diede il nome a questa delizia. 

Attenzione però a pensare che ne esista un solo tipo: nei ricettari compaiono l’ordinaria o francese, la meringa italiana e quella svizzera. Tutte buone allo stesso modo. La versione cosiddetta ordinaria è la più diffusa nel nostro paese. È facile infatti trovarla, accanto agli altri dolci, sia nelle pasticcerie, sia nei panifici. Realizzarne di perfette non è semplicissimo, se non si è abbastanza abili, ma neanche può dirsi un’impresa impossibile.

Se si vuole andare sul sicuro, tuttavia, una strada c’è e porta direttamente al Monun Boutique Hotel. Tra le voci del Menu del Restaurant, nella sezione dedicata agli antipasti, lo chef ha voluto inserire una preparazione che è una sorpresa, quanto e più delle altre. Il piatto in questione unisce il carpaccio di manzo con il Primitivo di Manduria, eccellenza pugliese. A completare la portata, attraenti meringhe alla pesca, ricotta e mandorle. È facile intuire che non si tratta delle tradizionali meringhe, ma di una rivisitazione personale dello chef. 

Ordinare per verificare! Della meringa classica, la preparazione dello chef conserva di certo l’eleganza e la sua naturale semplicità. Morbida o croccante, dolce o salata, la meringa resta il modo migliore per regalare ad un piatto un tocco di raffinatezza e un sapore deciso. 

Il dolce così come lo ha realizzato, per la prima volta, il pasticcere svizzero, è fatto di poco, rispetto agli ingredienti (albume e zucchero) e di tanto olio di gomito. Oggi, con i robot in cucina, è tutto più semplice. Quando il composto, ottenuto mescolando energicamente i due elementi alla base della meringa, è pronto, si utilizza una tasca per pasticceri o sac à poche per spremere l’impasto su una placca metallica. Le forme vanno poi infornate, per circa tre ore, a temperature bassissime. In realtà ci sono anche altri metodi di cottura. Ecco perché non è facile ottenerne di perfette: gli accorgimenti da seguire sono davvero tanti, in tutte le fasi della preparazione.

Esiste anche una variante sarda di questo dolce, che contempla tra gli ingredienti, le mandorle. In alcune zone dell’isola le meringhe vengono chiamate bianchine. 

Per la loro unicità, sono apprezzate ovunque nel mondo e abbinate ai cibi più disparati. C’è anche chi le prepara salate, con il gazpacho. Come saranno quelle del Monun Restaurant? Non resta che assaggiarle.