La ricchezza in un calice
La ricchezza in un calice
I vini della Cantina del Monun

Color del giorno, color della notte, piedi di porpora o sangue di topazio, liscio come una spada d’oro e morbido come un disordinato velluto. Mai presente in una sola coppa, in un canto, in un uomo, ma corale e gregario, e quanto meno scambievole”. Mai più nessuno ha scritto versi altrettanto potenti per magnificare il vino, così come Pablo Neruda è riuscito a fare. Anche se la letteratura è affollata di parole dedicate al prezioso nettare, non sembra di poterne ricordare altre con lo stesso affetto che si riserva a queste. 

Il poeta cileno non si è fermato ai versi qui riportati. Abbiamo voluto “incorniciarli” perché fossero un invito, un suggerimento a cercare gli altri, tutti gli altri della sua famosa Ode al vino, e continuare ad ubriacarsi di suoni. Parole piene come coppe dalle quali bere il frutto del lavoro dell’uomo

Che lo si ami oppure no, il vino diventa, nel cuore di Neruda, un canto alla vita. E se si pensa alla sua storia, ai momenti che inevitabilmente un calice di rosso o bianco è chiamato a segnare nel corso di un’esistenza incrociata alle altre, non si può fare a meno di lasciarsi trascinare dalle immagini che l’Ode accende.

Il suo carattere “corale e gregario” è proprio la manifestazione di quello spirito d’accoglienza e condivisione che è l’essenza stessa del vino. Quale luogo migliore per gustare questo “stellato figlio della terra” se non lo spazio che si apre sotto le volte del Monun Boutique Hotel? La dimora settecentesca che parla di storia come pure il vino sa far bene. 

La wine list del Monun Restaurant è un viaggio attraverso l’Italia, tra le eccellenze del nord e del sud, passando per il centro del paese, in un continuum che allunga la sua linea rossa bianca rosata e con le bollicine, fin oltre i confini della penisola. Seguendo il velluto gualcito dei sorsi, nella terra dove nasce lo champagne, la Francia, oppure tra i vitigni della Germania, per scivolare al di là dell’Europa, tra i profumi dei vini neozelandesi o tra i rossi australiani. Non mancano, tra le stelle, le bottiglie di rossi e bianchi pugliesi. Vere regine della terra del sole, delle gravine, del mare. Si parte da qui per arrivare chissà dove. 

Non perché sia importante il numero delle etichette, che pure è ragguardevole, ma per il valore, che è nella scelta, nella selezione che il Monun ha fatto, per arrivare in fondo alla verità. La cantina del Restaurant è ricca di vini veri, fatti da uomini, non da macchine. Veri, non costruiti attraverso sofisticazioni. Vini che sono l’espressione della vera cultura contadina, della fatica e della cura. Un calice bevuto qui, significa la possibilità di assaporare il gusto della passione, che ha trovato un perfetto equilibrio con il lavoro. Quella passione che è nel cuore e nelle mani di chi coltiva, nel rispetto della natura, dei cicli della terra, delle stagioni. Vino amoroso e marino: ancora le parole di Neruda, per suggerire un’esperienza di autenticità, qui al Monun.