Il viaggio prima del viaggio
Il viaggio prima del viaggio
Immaginazione Monun e realtà

Dopo due mesi di lockdown, e nel pieno della fase in cui la parola d’ordine è “attenzione” – in Gran Bretagna sono passati dallo slogan “stay home” al claim “stay alert” – poter cominciare ad immaginare di fare un viaggio è fonte di benessere mentale, per tutti. Lo scorso fine settimana diverse famiglie si sono concesse il “lusso”, munite ovviamente di mascherina e nel rispetto delle distanze sociali, di una passeggiata e di un gelato. Il primo della stagione, il primo dopo l’emergenza.

Lentamente si riconquistano le libertà accantonate, mai perdute. Ricordiamo che le restrizioni sono necessarie a preservare la salute pubblica e a permetterci di tornare ad occupare tutti gli spazi della socialità, come già sta avvenendo.

Dunque, continuiamo per il momento ad immaginare una vacanza, dando ossigeno alle idee. Grottaglie è la nostra meta, lo è stata nelle ultime pagine del blog e continua ad esserlo anche oggi. Prima di tutto perché è nella città delle ceramiche che il Monun accoglie gli ospiti e poi perché il turismo che ci aspetta, lo sappiamo, è fatto di piccoli passi. Ma i luoghi da visitare sono tutt’altro che piccoli. Si tratta di località che fanno grandi le nostre regioni, la nostra Puglia. Il non poter superare i confini regionali, per il momento, è in realtà un’occasione. La possibilità di conoscere meglio il territorio, comprendere i motivi di certe abitudini personali. Se ci appartengono è perché sono parte dei luoghi dove siamo nati e cresciuti.

Quanti pugliesi conoscono il Castello Episcopio di Grottaglie? E quanti sanno che non fu edificato, come le altre fortificazioni, a scopo difensivo? Il castello, oggi vicino di casa dei maestri ceramisti, fu costruito nel XIV secolo, per volontà dell’arcivescovo di Taranto, Giacomo d’Atri, perché fosse un simbolo del potere cristiano, vescovile. In origine, non era così come lo vediamo oggi; nei secoli evidentemente ha subito modifiche sostanziali. La facciata è ricca di segni del gusto barocco. Non si sa esattamente collocare nel tempo la costruzione dei vari elementi che compongono la struttura: probabilmente la cinta muraria, la torre maestra, le due torri di cortina e le sale del primo piano risalgono al XV secolo.

Visitare l’Episcopio, ovvero la sede del vescovo, del vescovado – come il nome racconta – significa camminare su diversi strati di storia, seguire le tracce del tempo osservando le mura, l’antica torre interna alta ben 28 metri. Oggi significa anche apprezzare un altro genere di bellezza. Non solo quella dell’architettura medievale, delle decorazioni barocche ma anche la bellezza moderna che fa brillare gli oggetti in ceramica custoditi al suo interno. Proprio in un Museo allestito ad hoc nell’ala sud-est.

Il Monun boutique Hotel invita i pugliesi a scoprire il bello che ha forgiato i caratteri, temprato lo spirito, allietato i visitatori, che sono sempre andati via con qualcosa di prezioso in più nel bagaglio. Il Castello Episcopio ha anche due bellissimi giardini; quale momento migliore dell’anno per visitarli se non nelle prossime settimane, quando i viaggi diventeranno nuovamente realtà, quando stare all’aria aperta ci farà comprendere quanto possa essere grande la felicità delle piccole cose?