L’abbraccio con la natura
L’abbraccio con la natura
La Gravina di Riggio e le altre

Raccontare Grottaglie si può, ma visitarla è molto meglio.

L’invito del Monun a farlo, quando sarà finalmente possibile (pochi giorni ancora di pazienza), si sta “dilatando”. Ha già occupato qualche pagina di questo blog e si estende anche in queste righe, per raggiungere il vostro desiderio di viaggiare
Nel nostro percorso virtuale, siamo entrati nel Castello Episcopio; abbiamo costeggiato, dopo aver attraversato qualche piazza, le botteghe dei maestri ceramisti nel quartiere delle ceramiche. Spazio urbano che raccoglie una sapienza che si tramanda di generazione in generazione. Oggi vogliamo invece spingere lo sguardo fin nelle gravine, altra caratteristica di questa terra. In effetti il centro storico, che abbiamo sfiorato, con le nostre parole, sorge proprio tra due gravine, che coincidono con le vie oggi intitolate ad Ennio e Crispi. 

La gravina più famosa di Grottaglie è quella di Riggio, ma altrettanto degne di attenzione sono quelle del Fullonese, di Fantiano, di Buccito e Lama di Pensieri
E se nomen omen - come scrivevano i romani - il nome della città non è altro che un’indicazione precisa per chiunque metta piede sul suo ricchissimo suolo. Grottaglie significa infatti grotta, semplificando un po' l’etimologia. 
Un paesaggio che impressiona la vista e fa riflettere su quella che doveva essere la vita delle comunità umane all’interno delle grotte. Insediamenti risalenti addirittura alla preistoria.  Sicuramente spettacolare è la Gravina di Riggio, diamante di roccia e attrazione per tutti gli appassionati di trekking. È possibile esplorarla dall’alto, ma anche percorrerla sul fondo. Si trova in un canyon naturale, uno dei tanti che segnano la Puglia. A pochi chilometri dal centro della città delle ceramiche, Riggio fa parte del cosiddetto Parco naturale regionale Terra delle Gravine.All’interno di questo paesaggio caratterizzato da un’estrema biodiversità, è ancora possibile ammirare pareti affrescate e antichi villaggi.

Sorpresa, tra le altre: nel solco di Riggio si può ascoltare il suono dell’acqua che scorre a cascata tra le rocce, le modella, le anima, insieme con gli animali che della pietra hanno fatto la loro dimora
Il canyon offre una prospettiva differente sul mondo, la possibilità di immergersi completamente nella libertà che la natura esprime. Quel che ci vuole, dopo settimane di isolamento. Il contatto con gli elementi: la terra, la roccia, l’acqua, la vegetazione. E mentre si abbraccia questo incredibile paesaggio non si corre alcun rischio, se non quello di innamorarsi di questo luogo. Di non riuscire più ad andar via. 

Lo staff del Monun boutique Hotel non ha altro desiderio se non quello di tornare ad offrire ospitalità a chi ha voglia di esplorare, ma anche di rilassarsi, di conoscere la storia, di incontrare la Puglia delle meraviglie.