Tornare a viaggiare
Tornare a viaggiare
E scoprire le bellezze del proprio territorio

”Ripartire, certamente non volare. Ma viaggiare, evitando le buche più dure, senza per questo cadere nelle tue paure. Dolcemente viaggiare, rallentando per poi accelerare, con un ritmo fluente di vita nel cuore”. Parole scritte da Giulio Rapetti, in arte Mogol e rese immortali dal suo sodalizio con il grande Lucio Battisti. Suonano incredibilmente attuali, in un momento confuso come questo: la cosiddetta Fase 2 (ormai questione di ore), che vedrà qualcosa cambiare, confermando però la necessità di comportamenti prudenti.

E, a proposito del tornare a viaggiare, dovremo farlo misurando la pressione sul pedale dell’acceleratore, per riprendere la metafora. Non possiamo permetterci di correre, per il semplice fatto che la pandemia non è alle nostre spalle.

Ai virologi e alle istituzioni il compito di guidare i nostri passi quotidiani e, attraverso la responsabilità individuale e collettiva, tenere il virus sotto controllo. Intanto, fra parziali riaperture, si comincia anche a parlare di turismo. Parola seguita spesso da espressioni come “di prossimità”; “territoriale”; “domestico”. Un turismo casalingo, se tutto va come deve, sarà forse possibile già nelle prossime settimane.

Il Monun boutique Hotel, come abbiamo scritto tante volte, sta preparando con il proprio staff, un nuovo “protocollo” per garantire sicurezza agli ospiti. Per il complesso alberghiero di Palazzo Spinelli si tratta più che altro di mettere ancor più l’accento sui tratti distintivi del suo servizio: estrema cordialità; calore mediterraneo; igiene; attenzione alle esigenze del cliente, al suo benessere e a quello del personale.

A tutti i pugliesi che non conoscono ancora Grottaglie, il Monun rivolge dunque l’invito a scoprire una terra dalle mille risorse, dalla storia antica, scrigno della cultura gastronomica locale e percorso che conduce negli ipogei dove oggi si fabbrica arte; in ceramica.

Programmi come quelli scritti da Alberto Angela e dai suoi collaboratori hanno mostrato luoghi inimmaginabili, che si trovano proprio dentro i confini italiani. Meraviglie, come giustamente è stato sottolineato, che attendono solo di essere scoperte (questa volta non attraverso le immagini televisive), magari proprio in questo primo ritorno ad una vita forse più serena. Dove la socialità sarà possibile, ma sempre a distanza e dove i panorami non saranno mai troppo lontani. Piuttosto sempre alla portata di un abbraccio; sì abbracciare i luoghi della bellissima Puglia sarà il primo passo per ritrovare una dimensione naturale. A breve, si spera, avremo delle linee guida per praticare il cosiddetto turismo di prossimità.

I cambiamenti non devono spaventare, solo spingerci a cercare soluzioni. A presto!