Il Primitivo segreto del successo
Il Primitivo segreto del successo
Non solo nel piatto presentato al FoodExp

Il Primitivo di Manduria è un grande protagonista della tavola pugliese. Non solo, negli ultimi anni sono aumentate le vendite del rosso di Puglia in tutta l’Italia ed è cresciuto anche il numero delle bottiglie che varcano i confini nazionali. Di Primitivo si parla ovunque. E, purtroppo, non mancano nemmeno le bottiglie fake.

Ma il Primitivo autentico si riconosce, perché si distingue da qualsiasi altro vino. Sincero, intenso, ma anche elegante e raffinato è nel menu del Monun Restaurant, a impreziosire alcune delle specialità dello chef. E naturalmente è una delle voci più importanti nella Carta dei vini proposta dal Monun ai suoi ospiti.

Lo chef, autore di una cucina che unisce la tradizione alla sperimentazione, lo ha scelto per caratterizzare il piatto ideato per il FoodExp2021 LifeExperience, forum sull’enogastronomia d’eccellenza italiana concentrato quest’anno sui supereroi dell’ospitalità e del food & beverage. Eroi, perché nonostante la pandemia, hanno portato avanti i loro progetti, senza mai abbattersi. Il FoodExp ha inoltre dedicato particolare attenzione all’esigenza di sostenibilità della filiera del turismo e dell’enogastronomia.

Il piatto presentato nel Garden del Chiostro dei Domenicani (dimora storica che ha ospitato la manifestazione, a Lecce) dallo chef del Monun ha riscosso molto successo, certamente anche grazie alla presenza, tra gli ingredienti utilizzati per prepararlo, del Primitivo. Il cannolo con baccalà e pistacchio, arricchito dall’aroma del vino pugliese, è una sintesi del Menu del Restaurant, certamente non esaustiva.

Le possibilità, quando si pranza o si cena al Monun Restaurant, sono davvero tante. Si passa dai prodotti tipici di Grottaglie e della Puglia, a cibi più esotici. Dalle ricette classiche a rivisitazioni ardite, a destrutturazioni, abbinamenti frutto di maestria e creatività. Sempre un trionfo, come i cannoli al Primitivo, con baccalà e pistacchi.

Potente l’aroma del vino, potente il piatto. Al tempo stesso raffinato, grazie al modo in cui i sapori sono combinati. Anche le tecniche di cottura fanno la differenza, al Monun Restaurant, e lo chef, che ha girato il mondo, riesce sempre a individuare le modalità giuste, il vestito migliore per ogni piatto.

Come si fa a riconoscere un Primitivo doc? Basta andare a pranzo nei posti giusti. Al Monun si può esser sicuri di bere Primitivo autentico. Quanto all’origine del vitigno, c’è da dire che bisogna uscire dai confini pugliesi per rintracciarla. Il vitigno a bacca rossa è uno dei più antichi provenienti dalla Dalmazia, dove oggi se ne coltivano alcune varietà. Esistono coltivazioni di questo vitigno persino in California, ma il prodotto vino non è lo stesso, ovviamente. Il suo nome è un aggettivo, che indica la maturazione dell’uva, precoce rispetto alle altre varietà pugliesi. Inizialmente considerato un vino da taglio, per il suo elevato grado alcolico, ha finalmente riconquistato l’indipendenza da questa modalità d’impiego e riaffermato il suo carattere. Il suo profumo è quello dei frutti rossi, di bosco. In bocca è ricco e avvolgente. È un vino strutturato, deciso, importante come tutto il buono di Puglia. Venite al Monun a provare un calice di Primitivo o a sentirne l’aroma in alcuni dei piatti più famosi dello chef. Vi aspettiamo!