Sul Time l’Italia migliore
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La bellezza secondo chef Bottura

Al Monun boutique Hotel & Restaurant Spa si coltiva la bellezza in tutte le sue forme, in una città dove la bellezza dei paesaggi si coniuga perfettamente con le magnifiche forme in ceramica che l’uomo è capace di modellare. Grottaglie, definita anche città delle uve, offre infinite possibilità di incontro con la bellezza, opportunità ben rappresentate anche negli spazi di Palazzo Spinelli, sede dell’Hotel. Allo staff del Monun piace segnalare notizie che testimoniano quanto spesso il bello sia in grado di generare il buono e viceversa.

È il caso del Refettorio Ambrosiano, che si trova nel quartiere Greco a Milano, un’opera mirabile sotto diversi aspetti. Un progetto, come si legge sul sito della struttura, che riunisce per la prima volta i mondi dell’alta cucina, dell’arte, del design e della solidarietà.

Il refettorio, che ha sede in un ex teatro, offre pasti caldi a centinaia di persone, grazie allo sforzo congiunto di migliaia di volontari e agli ideatori del progetto, lo chef Massimo Bottura, Davide Rampello e la Caritas Ambrosiana, che gestisce la struttura. Lo chef forse più celebrato d’Italia e il manager e curatore culturale, profondo conoscitore dell’enogastronomia, hanno pensato di coniugare il valore dell’ospitalità e l’offerta del cibo a chi ne ha bisogno con l’arte e la cultura.

Ne è nata, grazie alla collaborazione di designer, artisti e aziende varie, una struttura moderna dove il bello si respira, si tocca e si mangia, con il buono.

Il Refettorio è una delle ragioni per cui Massimo Bottura ha attratto l’attenzione della stampa estera. Già conosciuto oltre l’Atlantico per il suo impero culinario che si estende da Dubai a Beverly Hills, Bottura è il protagonista di un lungo articolo apparso pochi giorni fa sulle pagine del settimanale statunitense Time. Aryn Baker, autore dell’articolo, scrive che al Refettorio gli ospiti sono accolti molto calorosamente, i pasti si servono in fine porcellana e gli arredi sono creati da designer di fama, tanto che potrebbero tranquillamente finire in un museo di arte contemporanea.

Baker prosegue descrivendo la gentilezza dei camerieri e sottolineando che tutti gli chef che collaborano con il Refettorio sono stati formati dai più grandi esperti di arte culinaria del mondo. Il menu cambia ogni giorno, a seconda delle forniture, cioè del cibo che arriva in cucina, seguendo la stagionalità delle colture.

Attraverso l’attività della struttura milanese, Bottura e gli altri lanciano messaggi importanti, per la sostenibilità sociale e ambientale. Gli alimenti che arrivano sulle tavole del Refettorio sono le scorte dei supermercati che restano invendute. Il messaggio è chiaro: non sprecare! Basta volerlo e cibi destinati all’umido o, peggio, alla discarica possono diventare piatti gourmet e aiutare persone in difficoltà.

La crisi dei rifiuti alimentari potrebbe essere risolta grazie a una maggiore consapevolezza sul valore del cibo che finisce nella spazzatura. Ancora buono, spesso ottimo.  

L’uso del vecchio teatro parrocchiale che oggi ospita il Refettorio Ambrosiano è stato concesso da Papa Bergoglio, al quale è piaciuta subito l’idea del cibo destinato allo scarto trasformato in cene prelibate per gli ospiti di una struttura bella e curata anche nei dettagli. Perché la bellezza è anche sostanza!