Una domenica di trekking
Una domenica di trekking
A Grottaglie, nelle cave degli zuccaturi

Il famoso monolite di 2001: Odissea nello spazio (chi non ha ancora visto il capolavoro di Stanley Kubrick, recuperi) è interpretato come simbolo dell’ignoto e “veicolo di conoscenza”. Sul suo significato nella pellicola sono stati versati fiumi di inchiostro. Anche Grottaglie ha i suoi monoliti, tanto affascinanti quanto il parallelepipedo cinematografico, ma la loro presenza nel paesaggio delle gravine non ha nulla di oscuro. Racconta piuttosto la storia di questa terra.

Colpiscono l’occhio del turista le tagghiate incavate dagli zuecchi, il nome dell’attrezzo (una sorta di piccone) utilizzato dagli zuccaturi, ovvero i cavatori. Nella cava di Fantiano se ne possono ammirare le forme, nuovamente patrimonio della natura dopo l’abbandono dell’attività (ormai datato) da parte dell’uomo. Le fonti di quello che diventava materiale edilizio (per fare archi, pavimentazioni e altri elementi architettonici) hanno oggi un aspetto più selvaggio, con le piante della Macchia mediterranea (pini d’Aleppo, caprifogli, asparagi, mirto, rosmarino e altre specie) che fanno da cornice e spuntano tra i tufi ad interromperne il colore bianco.

I turisti hanno la possibilità di immergersi in questo strano paesaggio, grazie alle guide ambientali escursionistiche Aigae dell’Aps Grott’Art. Proprio domenica 23 gennaio è previsto un trekking tra le gravine di Grottaglie, a contatto con la biodiversità del territorio. Con la guida degli esperti conoscitori delle cave, ci si ritrova a percorrere le strade di campagna che collegano le cave. È qui l’origine del centro storico di Grottaglie, i palazzi e le piazze su cui si affacciano le bellissime camere del Monun boutique Hotel.

Se ci si concentra e ci si lascia trasportare dalle suggestioni dei luoghi si può riuscire a immaginare come dovessero presentarsi le cave nel momento della loro massima attività. Il paesaggio è stato modificato proprio dal lavoro dei tagliapietre, un lavoro faticosissimo e pieno di rischi. Si faceva liberando il terreno dalla vegetazione e scavando, nel sottosuolo, per recuperare il tufo. Alla metamorfosi del paesaggio delle gravine corrispondeva il cambiamento di quello urbano, anzi la sua costruzione. Tanta architettura che oggi si può ammirare nel centro storico è frutto di quel lavoro.

Le gravine conservano quel passato nelle loro forme e nelle incisioni che spesso si incontrano nelle grotte e sulle torri: nomi e date, ma anche simboli. Significati da ricostruire, per mettere insieme i pezzi della storia locale. Il percorso proposto dalle guide ambientali escursionistiche di Grott’Art è lungo sei chilometri circa, il tempo previsto per completarlo è di tre ore. Per qualsiasi informazione e per le prenotazioni, che sono obbligatorie, si può consultare la pagina Facebook dell’Associazione, con i riferimenti mail e telefonici (https://www.facebook.com/grottart.grottaglie/). Grottaglie è terra di memoria, di arte e di enogastronomia eccellente. L’ospitalità è anch’essa un’arte, che il Monun conosce bene!